Berlusconi o Fini?
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Nino Plano |
28 aprile 2010 - 11:16 |
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Come il virus dell’influenza che prima si manifesta con inequivocaboli sintomi e poi esplode con tutta la sua virulenza devastando l’organismo, così il “problema” Fini è scoppiato all’interno del PDL.
Era da tanto che se ne registravano le avvisaglie, ma nei giorni scorsi, alla Direzione Nazionale, è accaduto quello che tutti ormai aspettavano: il Presidente della Camera “si è tolto il testale” come dicono a Bergamo alta, ed ha sparato ad alzo zero.
In questa sede non voglio ripercorrere quello che è successo, tanto lo sappiamo tutti, ma lanciare una riflessione sulla destra italiana e sugli interpreti dela stessa.
Insomma chi ha ragione Berlusconi o Fini?
Prima però bisogna intendersi su cosa è la Destra. È quella di Fini o del Berlusca?
Berlusconi è molto vicino alla concezione della destra storica, quella di Cavour e Ricasoli che fece l’unità d’Italia e raggiunse il pareggio di bilancio, composta da ricchi proprietari terrieri e aristocratici che nel novecento si chiamò Partito Liberale; la Destra di Fini nasce dalle ceneri dell’esperienza fascista confluita nell’MSI prima ed in AN dopo. Si tratta di una destra contaminata positivamente da istanze socialiste o meglio sociali che con Fini prende definitivamente le distanze dal fascismo e che, nell’ultimo periodo, stacca determinate materie di tipo etico (bioetica, immigrazione, omosessualità ed altro) dalla dottrina politica.
Personalmente appartengo alla destra di Fini che fu di Almirante ma anche di Montanelli e di tanti altri liberi pensatori che non osavano avvicinarsi fino a quando era nostalgica, ma che ora possono tranquillamente dichiararsi di destra; e di questo bisogna dare merito a Berlusconi che la ha definitivamente “sdoganato” .
Quindi ci troviamo di fronte a due grandi novità: Berlusconi che rilegittima la destra e Fini che sciogliendo AN addirittura lo supera ” a sinistra”.
E allora cos’è che non sta funzionando? Perchè Fini recalcitra? Quali sono i motivi del dissenso?
Primo punto: è possibile che il partito più grande d’Italia si costituisca da un predellino di automobile e che in due anni non si sia mai riunito, che non abbia costituito organismi locali, che non abbia fatto un congresso, una conferenza, un convegno, e che sia solo un partito “televisivo”? Che si debba apprendere la linea politica a Porta a Porta?
Secondo Punto: è normale che in un paese democratico si tolgano le preferenze elettorali e che al povero cittadino resta solo di scegliere per quale partito votare tanto gli eletti saranno scelti dal “capo”? Naturalmente se..faranno i bravi!!!n e poi si parla di disaffezione alla politica e di astensionismo!!
Terzo Punto: è possibile che in Italia tutti ce l’abbiano con Berlusconi? Giornalisti, magistrati, sindacati, CSM , Corte Costituzionale, Presidente della Repubblica, partiti, associazioni, vescovi, professori e via dicendo?
Quarto Punto: le riforme. Elezione diretta del Presidente della Repubblica alla francese e federalismo.Cosa succederà in Italia con il federalismo fiscale? Cosa ne sarà del Sud? È normale in una democrazia che il Presidente della Repubblica sia contemporaneamente l’uomo più ricco della nazione e che possieda il quasi monopolio dell’informazione?
È di tutta evidenza che si tratta di argomenti vitali e non di “sterili discussioni”.
Fini sta avendo il merito di essere il primo a porre le suddette questioni all’interno del PdL, dal quale non vuole uscire per creare altri partiti e nonostante la scelta suicida di sciogliere AN debbo concordare con lui.
Berlusconi, che pure ha molti meriti, sì è gravemente ammalato di “cesarismo”, con tutto il rispetto per il Divo Giulio, ma non sta considerando che il popolo italiano, come quello dell’antica Roma, è fortemente allergico alla monarchia assoluta e le Idi di Marzo furono proprio la reazione a tale pericolo.
E poi Giulio Cesare divenne grande sia per le conquiste ma soprattutto perchè quando combatteva era il primo dei soldati, dormiva in una tenda come i suoi centurioni e mangiava il rancio con la truppa.
Altro che festini a luci rosse a Villa Certosa!
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Nino,
condivido il tuo pensiero, resto sempre democratico cristiano, vorrei chiederti una cortesia ( modo di dire) il tuo articolo stampalo e donalo agli ex AN, oggi PDL, che criticano fortemente il nobile gesto politico del Presidente Fini e corrono a leccare l’Imperatore Silvio Diocleziano, ti fermi a Cesare …. vado oltre,nell’attesa di ricevere un cesto o una vacanza ………..
Certo è caro nino,
che io non ci sto capendo piu nulla, cantava Giorgio Gaber: ” Ma che cosa è la destra?…cos’è la sinistra?!! Mi voglia scusare il caro Gaber, ma mi permetta di correggere il tiro”cos’è la destra, cos’è la destra??
Analizzando “il fenomemo Fini a partire dall’epoca Fiuggi ad oggi, è innegabile un certo camaleontismo politico. Penso che Fini seppur costretto dalle circostanze politiche, doveva tenere fede ai valori per cui il compianto Almirante lo elesse come suo predilietto erede, invece penso che dell’ambiguità abbia fatto il suo credo tradendo le aspettative di chi lo aveva voluto responsabile di un partito. Probabilmente in tempi non sospetti aveva intravisto la caduta di certi anacronistici convinzioni politiche, da ciò si potrebbero giustificare certe inspiegabili prese di posizioni che hanno lasciato l’amaro in bocca a gente come e che crede ancora nell’improcrastinabile fede di certi valori. Ad oggi, se è vero come è vero che dal frutto si riconosce l’albero, devo dire che il caro Fini ha fallito la sua strategia lungimirante.
Ora, forse illuminato da antichi retaggi si è ricordato di una destra sociale forte della sua identità che non accetta alcun compromesso con niente e con nessuno. Chissà cosa penseranno i cari Storace, i Nello Musumeci che in tempi non sospetti avevano previsto tale nefasto tramonto di una certa destra. Mi fa piacere questa presa di posizione assunta da Fini, mi farebbe ancora più piacere se avesse la perseveranza e la coerenza per andare fino in fondo e fare quello che tempi or sono fece Follini…mandare a far in culo il Berlusca pur uscendo dal panorama politico nazionale!!
Intanto mentre loro litigano, e con una cena si riconciliano, il popolo siciliano continua a vagare nella disperazione economica e sociale, la realtà siciliana continua a sprofondare verso il baratro, i padri di famiglia non hanno più dove sbattere la testa…e noi…traditi dal protagonismo di questi perfetti e inutili buffoni….(per dirla alla Battiato) aspettiamo una primavera che tarda ad arrivare.
Dum Romae cunsulitur, Saguntum expugnatur.
caro pietro,
mi fa piacere leggere quello che hai scritto…ancora oggi non riesco a capacitarmi su quello che è successo da Fiuggi in poi….un colpo mortale…comunque il problema adesso è ancora più serio; ci troviamo difronte a qualcosa di molto pericoloso…negli anni 70 prima di cominciare i comizi di un certo Giorgio Almirante a Piazza politeama ascoltavamo “Inno a Roma”…adesso ci tocca sentire …Meno male che Silvio c’è!!!
Credo che questo accostamento renda plasticamente l’idea del punto-molto basso-che sta toccando la politica italiana.
Fini, al quale non perdonerò mai lo scioglimento di AN, a questo punto rappresenta l’unico baluardo credibile per chi vuole continuare a fare politica e , a muso duro, dobbiamo sostenerlo.
Credo che anche lui abbia capito la fesseria che ha fatto, ma ormai è tardi.
Spero che nasca il Partito del Sud e che MIccichè, Lombardo, Finiani e altri diano vita ad un soggetto nuovo tutto dedicato alla nostra Sicilia.
Grazie Nino per aver condiviso il pensiero,
aspetto con ansia la nascita del Partito del Sud, avevo creduto nel progetto “Alleanza Siciliana”, ahimè perso nei labirinti dei partitini. Adesso spero in questo nuovo progetto perchè credo che la nostra isola sia ricca di talenti preparati alla tanta agognata rivalsa siciliana. Vorrei che Montelepre in questa campagna assumesse il suo ruolo, già protagonista degli anni 40″, spero questa volta in un esito diverso!
Fino ad allora non sosterrò alcun partito politico fino a quando questi non si prodighi all’avvenire siciliano.
Attendo con ansia.