Acqua passata
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Nino Plano |
3 maggio 2010 - 13:51 |
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Mentre Roma “ladrona” è tutta affacendata a sbrogliare le matasse del teatrino della politica (caso Fini, La Russa che costituisce una componente di destra nel PdL molto simile ai sindacati “gialli”, ministro Calderoli che notifica l’assenza del Carroccio alle celeberazioni del 150° dell’Unità d’Italia che la dice tutta sulle vere intenzioni “federaliste” della Lega), la Sicilia conferma ancora una volta il suo ruolo di laboratorio politico e vara la Finanziaria 2010 con l’apporto di MPA, PD e PdL Sicilia, suggellando, di fatto, la nascita di una nuova compagine governativa che rompe le logiche partitiche.
Aldilà del commento politico, voglio soffermarmi sulle principali misure contenute nella legge: l’abolizione dei ticket sanitari, i fondi per la stabilizzazione dei precari ma soprattutto il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua.
E proprio su questo ultimo punto il governo siciliano ha dimostrato di essere sulla strada giusta: la privatizzazione del servizio idrico è una cosa veramente insostenibile tant’è che sono in corso raccolte di firme “bipartisan” in tutta Italia per tre referendum abrogativi.
Vero è che è necessaria una drastica e improcastinabile rivisitazione della materia: troppi sprechi, cattiva gestione, manutenzione insufficiente, reti “colabrodo”, ma è altrettando evidente che affidare a privati una risorsa vitale come l’acqua, per mero profitto, cozza contro i più elementari diritti civili.
Per onestà intellettuale occore dire che la costituzione degli ATO idrici non significava affidare-tout court- a privati il servizio: si potevano costituire dei consorzi tra comuni ed ottimizzare la distribuzione razionalizzando le risorse idriche del territorio e quindi evitare lo scandalo dell’acqua ogni 15 giorni che soprattutto nelle province di Agrigento e Caltanissetta rappresenta una cocente, ulteriore, mortificazione del popolo siciliano.
Ma la politica, si sa, è sempre alla ricerca di nuovi spazi di potere, di sottogoverni da affidare magari ad ex sindaci in crisi di astinenza da poltrone e indennità con tanti zeri e pertanto non poteva lasciarsi sfuggire un boccone così appetitoso e quindi..ecco il refrain:
Sei stato trombATO?? Non avere paura, ecco per te un posto di amministratore all’ATO!!
Se poi aumentaranno le bollette ai cittadini poca importa! Se poi l’immondizia arriverà al primo piano non c’è problema! L’importante è garantire un Consiglio di Amministrazione agli amici.
Nel caso del servizio idrico la nostra benemerita classe politica ha addirittura affidato ai privati la gestione dello stesso: quindi posti di lavoro da gestire e appalti milionari.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Sia per l’acqua che per i rifiuti.
Quindi grande plauso e apprezzamento per il Governo siciliano che ha avuto il coraggio di tornare sui propri passi ed ammettere l’errore. Si torna al pubblico. Questo, però, non deve significare tornare agli orrori del passato.
Ci aspettiamo una seria razionalizzazione del servizio, una verifica delle reti e dei depuratori e soprattutto la garanzia che l’acqua sarà erogata regolarmente in tutta l’Isola; altrimenti ritorneranno all’attacco i privatizzatori!
In ultimo, registro con soddisfazione la presa di posizione, peraltro antecedente alla Finanziaria, delle istituzioni monteleprine che hanno sostenuto trasversalmente la battaglia per il ritorno alla gestione pubblica.
P.S.
Qualcuno bene informato mi ricorda che un paio di anni fa, a Montelepre, si tennero diverse assemblee per il ritorno all’acqua pubblica con la partecipazione di Cgil, Rifondazione comunista, PD, altri e Alleanza Nazionale (scandalo!!). Forse qualcuno aveva visto giusto mentre altri -sedicenti e improbabili “camerati”- si premuravano a dissentire e a dissociarsi, e adesso si compiacciono della battaglia vinta. Cosa da fargli un bel Gavettone!!
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