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Palermo: scoperta discarica della mafia a Partanna Mondello

 
Redazione
Redazione
12 maggio 2010 - 11:30

Trovata e sequestrata a Palermo, nella borgata marinara di Mondello, una discarica della mafia. La scoperta e’ stata fatta dai carabinieri del Noe, insieme ai militari del Comando provinciale carabinieri di Palermo e del Nucleo speciale di Polizia valutaria della Guardia di finanza. Le indagini sono state coordinate dai magistrati della Dda del capoluogo siciliano, il procuratore aggiunto Antonio Ingroia ed i sostituti Annamaria Picozzi e Francesco Del Bene. La discarica abusiva di vaste dimensioni e’ stata scoperta all’interno di un’area del cantiere della ditta Eu.te.co srl, in via Chirone, nel quartiere palermitano di Partanna Mondello. In particolare, i vigili del fuoco dopo avere eseguito degli scavi ha trovato due siti dove era stata interrata una grande quantita’ di rifiuti speciali di diverso tipo, dalle terre e rocce da scavo, a materiali plastici da imballaggi, a batterie al piombo esauste, oli minerali esausti. Inoltre, il personale dell’Arpa ha eseguito numerose campionature del terreno in quanto gli investigatori sospettano che il terreno possa essere stato contaminato da olio Pcb, rifiuto speciale pericoloso altamente inquinante e parte integrante di alcuni trasformatori-condensatori elettrici trovati durante le operazioni di scavo. Gli inquirenti ritengono che i rifiuti trovati siano da ricondurre alle attivita’ imprenditoriali della Eu.te.co. srl, ditta che nel corso degli ultimi anni si era aggiudicata numerosi appalti per la manutenzione degli impianti e delle linee elettriche pubbliche nella provincia di Palermo. I rifiuti sono stati interrati in un terrapieno, la cui realizzazione ha determinato anche un cambiamento morfologico del sito sopraelevandolo di 3 metri circa rispetto al piano di campagna, ed in una buca profonda circa 4 metri, il cui piano era stato ricoperto con circa 30 centimetri di cemento. La ditta Eu.te.co lo scorso 22 marzo e’ stata sottoposta a sequestro preventivo da parte della Direzione Distrettuale Antimafia, nell’ambito dell’operazione che ha portato all’arresto dell’architetto Giuseppe Liga, di Amedeo Sorvillo e Agostino Carollo, questi ultimi due formalmente cointestatari della societa’. Per questo motivo il reato contestato e’ di abbandono di rifiuti speciali aggravato dall’articolo 7 per avere favorito l’associazione mafiosa. (ITALPRESS).



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