23 maggio 1992: cronaca di un pomeriggio di sangue
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Nino Plano |
21 maggio 2010 - 11:51 |
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Quel pomeriggio di maggio del 1992 , attorno alle 18.00, mi trovavo -casualmente- a casa davanti alla tv: una cosa insolita ad un orario insolito per me che non sono proprio un “pantofolaio”.
Stavo noiosamente eseguendo il consueto zapping perchè a quell’ora “in tv non fanno un ca…o!”, quando mi imbatto nell’edizione straordinaria di un tg: parlavano di un attentato, un’esplosione.
Il mio pensiero andò subito a Falcone e Borsellino. Era come se si trattasse di un copione già scritto: i due magistrati avevano già da tempo messo in grandi difficoltà Cosa Nostra e quando la belva viene messa alle corde reagisce con violenza, con rabbia.
Il mio cuore cominciò a pulsare forte, una sensazione mista di sconcerto, rabbia, impotenza si impadronì di tutto il mio sistema psico-fisico. Quando si cominciarono a vedere le prime immagini mi portai le mani alla testa. Ero come sospeso tra la realtà e la finzione. Speravo, in quei primi minuti con molta ingenuità, che si trattasse di un film, di un documentario, di una ricostruzione di episodi passati. E invece era tutto vero. Tutto tragicamente vero.
Era il 23 maggio del 1992 ore 17.58. Autostrada A29 pressi svincolo di Capaci.
Stavo vedendo scorre le prime, tremende immagini della Strage .
Stavo vedendo un enorme buco nell’autostrada che solo una grossa quantità di esplosivo poteva provocare. Fino a quel momento questo tipo di nelle immagini si era vista solo nelle corrispondenze della guerra in Libano : la mafia aveva già usato l’esplosivo ma mai con queste quantità. Si trattava di 500 kg di tritolo.
Nei primi momenti si disse che Falcone era ancora vivo, che lo stavano trasportando in ospedale. Tutta l’Italia onesta pregò che non fosse una bugia e che il magistrato potesse riprendersi presto e continuare la lotta alla mafia assieme all’amico Paolo Borsellino. Sappiamo purtroppo com’è andata.
Oggi, come ogni giorno, ho percorso l’autostrada e ho visto che hanno pulito il sito che ricorda l’attentato, lustrato i monoliti di metallo e cambiato le bandiere. Lo stato si prepara a celebrare questo giorno. È importante non perdere la memoria, inculcare nelle giovani generazioni i valori per i quali hanno perso la vita tanti servitori dello Stato.
È un giorno amaro questo 23 maggio. Eppure mi sento ottimista, nonostante tutto.
Sento che la Sicilia, da quel lontano giorno del ’92, è cambiata. Da quando, ai funerali di Falcone, la gente cominciò a urlare basta, a contestare apertamente i politici al funerale, ad esporre i lenzuoli dai propri balconi, a farsi riconoscere, a non avere paura di essere intervistati. Ad esporre nei propri uffici quella foto in bianco e nero dei due magistrati che fumano e sorridono, ormai una vera icona della legalità. Ad appaludire e fare il tifo per la “Squadra catturandi” ogni volta che portano in Questura i nuovi capi.
La Sicilia è cambiata. Adesso è normale che i commercianti denuncino gli esattori del pizzo, che la Confindustria dica ai suoi associati che se si rendono complici della mafia verranno espulsi, che la Chiesa abbia preso una netta posizione di contrasto a Cosa Nostra da quel memorabile discorso di Papa Wojtyla alla Valle dei templi.
Adesso è normale che tutti i partiti mettano nei loro programmi la lotta alla mafia, prima di Falcone e Borsellino la mafia “non esisteva”, era un’invenzione fantasiosa di qualche magistrato.
Adesso è normale che i boss vengano arrestati con costante regolarità, prima di parlava di “papello”, di accordi tra stato e cosa nostra, si proteggevano i capi, si garantiva una tranquilla latitanza.
Falcone diceva che la mafia è un fenomeno umano e come tale ha un suo principio, una sua evoluzione e una sua fine.
Forse quel 23 maggio assieme al successivo 19 luglio, date del martirio di Falcone e Borsellino, ha segnato proprio l’Inizio della Fine per Cosa Nostra.
Forse questo tumore sarà presto sconfittto. Ma se avverrà, non sarà stato per caso. Sarà costato tante vite umane, tanto sangue innocente che simbolicamente rappresentiamo con Falcone e Borsellino.
Ed è per questo che dico soltanto :Grazie Giovanni, grazie Paolo.
Chiedo, per questa volta, al popolo di MontelepreWeb che mi onora della sua attenzione, di lasciare un commento, di dire soltanto grazie Giovanni e grazie Paolo. Di dare, nel nostro piccolo, un segnale di cambiamento. Naturalmente firmandosi con i nomi veri. Solo così sarà veramente un bel 23 maggio.
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Non potrò mai dimenticare le scene di quel pomeriggio di 18 anni fà e delle tristi giornate che ne seguirono. Quelle immagini non si cancelleranno mai dagli occhi di un allora tredicenne, che assistette suo malgrado alla lezione più efficace su Cosa Nostra a cui abbia mai partecipato. Grazie,anche a tutti quei piccoli eroi che ogni giorno lottano contro ogni forma di vessazione: oggi, tra le tante, la peggiore si chiama indifferenza.
Oggi un silenzio per ricordare Giovanni e gli uomini della sua scorta , c’ è una grande rabbia nell’assistere ad uno Stato che va alla deriva con il concorso di tutti semplici cittadini e rappresentanti delle Istituzioni !!
Quanto sangue sparso per avere la democrazia, la libertà, diritti fondamentali che stiamo perdendo e non troviamo un momento per riflettere , per ricordare tutte le vittime che hanno dato la loro vita per debellare quel cancro , la mafia, che ostacola la crescita democratica di un popolo.
……………………………………………………………………………quel pomeriggio
ero presso il centro Sociale – Palazzo Di Bella, un incontro con i cittadini e la Saladino di Camporeale per la presentazione di un libro e la raccolta di fondi per i suoi ragazzi , la stessa era da tempo impegnata nel sociale.
Uno squillo di telefono!!!!!Arriva una telefonata ad un Vice-questore presente nella sala, lo stesso emette un grande urlo e una frase quasi incomprensiva ” Una tragedia vicino Capaci “.
Silenzio!!!!
Abbiamo bloccato i lavori e siamo andati verso la rivendita di tabacchi di Giacomo Maniaci , lì … dal televisore abbiamo appreso la brutta notizia.
Momenti che non si possono dimenticare.
Purtroppo , il tempo tutto cancella , il dolore rimane solo a chi ha subito il danno. Il Popolo tutto dimentica, è una verità amara, basta esaminare questo breve periodo che va dal 23 maggio 1992 ad oggi.
Grazie di cuore a tutte le vittime, uomini e donne , che hanno dato la loro vita senza tirarsi indietro per difendere le Istituzioni.
VOGLIO METTERE IN EVIDENZA UN ELENCO DI CITTADINI UCCISI DALLA MAFIA-SPERO DI NON AVERE DIMENTICATO NESSUNO
Giovanni Corrao (3 agosto 1863) Mario Pàncari (12 marzo 1871) Francesco Gebbia (10 ottobre 1892) Emanuele Notarbartolo (1 febbraio 1893), Emanuela Sansone (1896) Luciano Nicoletti (14 ottobre 1905), Andrea Orlando (13 gennaio 1906), Giuseppe (Joe) Petrosino (12 marzo 1909) Lorenzo Panepinto (16 maggio 1911), Mariano Barbato (1914Giorgio Pecoraro (1914) Bernardino Verro (3 novembre 1915Giorgio Gennaro (1916Giovanni Zangara (29 gennaio 1919), Costantino Stella (6 luglio 1919Giuseppe Rumore (22 settembre 1919), Alfonso Canzio (19 dicembre 1919Giuseppe Zaffuto (morto il 26 dicembre 1920), Gaetano Circo (morto a Palermo il 4 febbraio 1921), Calogero Faldetta (morto a Palermo il 31 dicembre 1920), Carmelo Minardi (morto a Palermo il 26 dicembre 1920), Salvatore Varsalona (morto il 27 dicembre 1920)Nicola Alongi (1 marzo 1920Paolo Li Puma e Croce Di Gangi (settembre 1920), Paolo Mirmina (3 ottobre 1920), Antonino Scuderi (9 ottobre 1920), Giovanni Orcel (14 ottobre 1920), Giuseppe Monticciolo (27 ottobre 1920Stefano Caronia (1920Pietro Ponzo (1921).Vito Stassi (1921), Giuseppe Cassarà e Vito Cassarà (1921).Giuseppe Compagna (29 gennaio 1921), Domenico Spatola, Mario Spatola, Pietro Spatola e Paolo Spatola (febbraio 1922), Giacomo Spatola Sebastiano Bonfiglio (11 giugno 1922), Antonino Ciolino (1924).Antonio Mancino (2 settembre 1943), Santi Milisenna (27 maggio 1944), Andrea Raia (6 agosto 1944), Calogero Comajanni (28 marzo 1945), Filippo Scimone (1945), Calcedonio Catalano (1945).Nunzio Passafiume (7 giugno 1945), Agostino D’Alessandro (11 settembre 1945), Calogero Cicero, Fedele De Francisca, Michele Di MiceliMario Paoletti,Rosario PaganoGiuseppe Scalia (25 novembre 1945), Giuseppe Puntarello (4 dicembre 1945), Gaetano Guarino (16 maggio 1946), Marina Spinelli, Pino Camilleri (28 giugno 1946), Nicolò Azoti, Accursio Miraglia (4 gennaio 1947), Epifanio Li Puma (2 marzo 1948), Placido Rizzotto (10 marzo 1948), Calogero Cangelosi (2 aprile 1948), Strage di Portella della Ginestra: 11 morti e 56 feriti (1 maggio 1947), Giuseppe Biondo (22 ottobre 1948) Salvatore Carnevale (16 maggio 1955) Giuseppe Spagnolo (13 agosto 1955Pasquale Almerico (25 marzo 1957 ) Cataldo Tandoy (30 marzo 1960), Cosimo Cristina (5 maggio 1960), Paolo Bongiorno (20 luglio 1960), Mario Malausa, Silvio Corrao e Calogero Vaccaro, Eugenio Altomare e Mario Farbelli, Pasquale Nuccio Giorgio Ciacci, Carmelo Battaglia (24 marzo 1966), Mauro De Mauro (16 settembre 1970), Pietro Scaglione (5 maggio 1971), Antonino Lo Russo (5 maggio 1971), Giovanni Spampinato (27 ottobre 1972), Gaetano Cappiello (2 luglio 1975 Giuseppe Russo (20 agosto 1977) Peppino Impastato (9 maggio 1978Antonio Esposito Ferraioli (30 agosto 1978), Calogero Di Bona (28 agosto 1979Filadelfio Aparo (11 gennaio 1979), Mario Francese (26 gennaio 1979Michele Reina (9 marzo 1979), Carmine Pecorelli (20 marzo 1979), Giorgio Ambrosoli (12 luglio 1979), Boris Giuliano (21 luglio 1979), Cesare Terranova (25 settembre 1979), Lenin Mancuso (25 settembre 1979), Piersanti Mattarella (6 gennaio 1980), Emanuele Basile (4 maggio 1980), Giovanni Losardo, 21 giugno 1980.Gaetano Costa (6 agosto 1980), Vito Lipari (12 agosto 1980), Vito Jevolella (10 ottobre 1981), Sebastiano Bosio (6 novembre 1981), Pio La Torre (30 aprile 1982), Rosario Di Salvo (30 aprile 1982.Gennaro Musella (3 maggio 1982) Salvatore Raiti, Silvano Franzolin, Luigi Di Barca e Giuseppe Di Lavore, (16 giugno 1982): Paolo Giaccone (11 agosto 1982) (3 settembre 1982): Carlo Alberto Dalla Chiesa Emanuela Setti Carraro Domenico Russo, Calogero Zucchetto (14 novembre 1982), Giangiacomo Ciaccio Montalto (26 gennaio 1983Mario D’Aleo (13 giugno 1983), Pietro Morici (13 giugno 1983), Giuseppe Bommarito (13 giugno 1983), Bruno Caccia (26 giugno 1983), (29 luglio 1983): Rocco Chinnici, Mario Trapassi,; Salvatore Bartolotta,; Stefano Li Sacchi, Salvatore Zangara (8 ottobre 1983), Giuseppe Fava, (5 gennaio 1984), Roberto Parisi (23 febbraio 1985), Giuseppe Mangano.Piero Patti (28 febbraio 1985), Giuseppe Spada (14 giugno 1985), (2 aprile 1985): Barbara Asta,; morti anche i due figli gemelli di Barbara Asta.Giuseppe Montana (28 luglio 1985), Ninni Cassarà (6 agosto 1985), Roberto Antiochia, Graziella Campagna (12 dicembre 1985), Claudio Domino (7 ottobre 1986),Giuseppe Insalaco (12 gennaio 1988), Natale Mondo, (14 gennaio 1988), Alberto Giacomelli (14 settembre 1988), Antonino Saetta (25 settembre 1988 Stefano Saetta.Mauro Rostagno (26 settembre 1988Antonino Agostino (5 agosto 1989), e la moglie Ida Castelluccio Giovanni Trecroci (7 febbraio 1990),Emanuele Piazza (16 marzo 1990Gioitta Nicola (21 marzo 1990), Giovanni Bonsignore, (9 maggio 1990 Rosario Livatino (21 settembre 1990Nicolò Di Marco (21 febbraio 1991), Sergio Compagnini (5 marzo 1991), Antonino Scopelliti (9 agosto 1991), Libero Grassi (29 agosto 1991), Tobia Andreozzi (30 agosto 1990), Paolo Arena (27 settembre 1991), Serafino Ogliastro (12 ottobre 1991), , Salvo Lima (12 marzo 1992),Giuliano Guazzelli (14 aprile 1992), Paolo Borsellino (21 aprile 1992), (23 maggio 1992): Giovanni Falcone Francesca Morvillo, Antonio Montinaro,; Rocco Dicillo,; Vito Schifani, (19 luglio 1992): Paolo Borsellino, Emanuela Loi,; Walter Cusina,; Vincenzo Li Muli,; Claudio Traina,; Agostino Catalano, Rita Atria (27 luglio 1992), Giovanni Lizzio (27 luglio 1992Ignazio Salvo (17 settembre 1992),Paolo Ficalora (28 settembre 1992), Gaetano Giordano (10 dicembre 1992), Giuseppe Borsellino (17 dicembre 1992), Beppe Alfano (8 gennaio 1993), (27 maggio 1993): Caterina Nencioni,; Nadia Nencioni; Angela Fiume, Fabrizio Nencioni,; Dario Capolicchio, Pino Puglisi (15 settembre 1993), Cosimo Fabio Mazzola (marzo 1994 Liliana Caruso (10 luglio 1994), Agata Zucchero (10 luglio 1994), Domenico Buscetta (6 marzo 1995), Carmela Minniti (1 settembre 1995), Serafino Famà (9 novembre 1995), Giuseppe Montalto (23 dicembre 1995Giuseppe Di Matteo (11 gennaio 1996), Antonio Barbera (7 settembre 1996), Antonino Polifroni (30 settembre 1996), Gaspare Stellino (12 settembre 1997), Domenico Geraci (8 ottobre 1998), Filippo Basile (5 luglio 1999), Vincenzo Vaccaro Notte[1] (3 dicembre 1999 Giueseppe Montalbano (18 novembre 1998) Salvatore Vaccaro Notte (5 febbraio 2000) Giuseppe D’Angelo (22 agosto 2006),