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E’ arrivato il punteruolo rosso. Attacco alle palme anche a Montelepre

 
Giacomo Maniaci
Giacomo Maniaci
15 settembre 2009 - 18:27

Sembrava che le palme a Montelepre fossero stare risparmiate ma, a distanza di qualche anno dall’invasione di insetti che ha distrutto le palmacee di Palermo, il temuto e violento punteruolo rosso ha fatto la sua apparizione anche dalle nostre parti.

Un esemplare adulto è stato catturato e isolato alcuni giorni fa e adesso è in mano agli esperti per essere analizzato. Ma qualcuno parla di decine di piante completamente infestate. L’Amministrazione comunale, al corrente del problema, sta valutando quali misure adottare per fronteggiare la presenza dell’insetto sulle piante di Montelepre, specie quelle del Parco Urbano e della villetta di via Merra. Ma l’attenzione maggiore è riservata alla palma di piazza Ventimiglia, ormai elemento caratteristico ed emblematico (un terzo monumento dopo la torre e la chiesa) del paesaggio della piazza e dell’immagine del paese. Vi immaginate piazza Ventimiglia senza la palma ?. Nei possimi giorni – fanno sapere dalla casa comunale – verrano compiuti dei rilievi sull’esemplare per attestarne le condizioni e, sopratutto, per verificare la presenza del punteruolo.

il punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus) è un coleottero curculionide, originario dell’Asia. A seguito del commercio di esemplari di palme infette la specie ha raggiunto negli anni ottanta gli Emirati Arabi e da qui si è diffusa in Medio Oriente ed in quasi tutti i paesi del bacino meridionale del Mar Mediterraneo (a partire dall’Egitto dove è stata segnalata per la prima volta nel 1992); risalita sino alla Spagna (prima segnalazione nel 1994), ha successivamente raggiunto la Corsica e la Costa Azzurra francese (2006).

La prima segnalazione in Italia è del 2004 e si deve ad un vivaista di Pistoia che aveva importato delle piante dall’Egitto; nel 2005 viene rinvenuto per la prima volta anche in Sicilia. Da quel momento nell’isola migliaia di piante sono state attaccate e distrutte.

L’infestazione può manifestarsi solo in una fase avanzata. I primi sintomi sono rappresentati da un anomalo portamento della chioma, che assume un caratteristico aspetto divaricato “ad ombrello aperto”. Nei casi più gravi si arriva alla perdita completa delle foglie, per cedimento del rachide fogliare, per cui la pianta appare come “capitozzata”. Nello stadio terminale della infestazione si produce un vero e proprio “collasso” della pianta: solo a questo punto le colonie di punteruoli rossi abbandonano la pianta attaccata migrando su un nuovo esemplare.

Debellare il Rhynchophorus ferrugineus è problematico e molto difficile a causa del concorso di molteplici fattori, tra cui il fatto che gli adulti si muovono con facilità (volano per circa 1 km) e possono eludere eventuali barriere di protezione o di contenimento espandendo i focolai d’infestazione.

Esistono trattamenti chimici per prevenire il contagio e altri, di vario tipo, per curare le piante interamente colpite. Ma come fare ?, e a chi rivolgersi ?. Nei prossimi giorni cercheremo di dare risposte a questi interrogativi pubblicando un vademecum per affrontare il problema.



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