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La fragilità dei giovani

In questi giorni, trovandomi a lezione con i miei ragazzi, più volte abbiamo toccato l’argomento sulle differenze generazionali che esistono con i nostri genitori. L’argomento nasce dal fatto che i ragazzi si confidano con me dicendo che non riescono a trovare quella libertà o meglio la possibilità di vivere in pieno la loro gioventù.

I ragazzi si lamentano di sentirsi dire ogni giorno, ogni volta e ogni momento “ai miei tempi…..”, “quando ero giovane io…….”, “io sapevo che significava sacrificio…..” ect. ect. insomma una serie di luoghi comuni che, a parer dei ragazzi, sono fuori luogo visti i tempi.

Infatti in tempi passati le difficoltà che incontrava un giovane erano da collegarsi principalmente alla povertà, alla mancanza di svaghi ed all’impossibilità di soddisfare tutti i propri capricci. Tutto ciò però creava persone più forti e meno soggette all’instabilità psicologica.

Oggi, effettivamente, con l’avvento di un certo benessere per tutti, i problemi dei giovani si concentrano maggiormente nell’ambito esistenziale. La libertà che ci viene fornita (mi metto anch’io nel pentolone) da una relativa ricchezza, ci permette, o meglio ci surroghiamo l’onere, di scegliere il nostro destino. Questa è stata un’ importantissima conquista che ci pone nelle condizioni di compiere delle scelte e di averne delle possibilità.

Ma questa “autogestione” è anche causa però di smarrimento nel momento in cui bisogna operare delle decisioni. Ogni giovane ha davanti a se innumerevoli esempi che può seguire generando confusione su quale prediligere.

I giovani vengono spinti a crescere in fretta ma si devono poi districare in una società eccessivamente rigida e inerte, che li confonde e tende a farli sbagliare. Da qui il protezionismo dei genitori.

Tutto ciò non vuole essere un discorso per difendere la posizione dei ragazzi, anche perché i stessi ragazzi sono riusciti a non approfittarne delle possibilità che si sono presentate e di complicarsi la propria vita facendo saltare i nervi ai propri genitori.

Un tempo, infatti, i ragazzi avevano altri “pensieri” ed esigenze cominciando da quelli alimentari in primo luogo che impegnava spesso tutte le energie dei ragazzi, oggi l’attenzione si sposta soprattutto su capricci e mode, che sono sicuramente più ambigui e difficili da seguire che le necessità basilari. Questi sono i risultati di una società evoluta ma che è anche causa di molti problemi.

La mancanza di maturità dei ragazzi nasce anche dalla carenza delle relazioni affettive in famiglia. Può essere che il padre e la madre siano impegnati nella propria professione e non abbiano il tempo di dedicarsi ad una completa educazione dei figli. Questa situazione lascia il ragazzo in una condizione di solitudine e dà uno stimolo a crescere ancora più in fretta e ad operare scelte autonomamente, anche quando una certa esperienza ed “anzianità” sarebbero indispensabili.

Questo quadro porta a pensare e a dire: “i giovani d’oggi non hanno valori”.

Sono tante le persone e gli adulti che pensano ciò e sminuiscono e sottovalutano i ragazzi del nuovo millennio. Tutto ciò porta i genitori a restringere le libertà dei propri figli portando cosi al fatidico conflitto generazionale genitori-figli.

Ma qualcosa non mi torna, e come dico ai miei ragazzi, dobbiamo cercare di pensare con ottimismo e di vedere le cose dal lato giusto.

I ragazzi di oggi sono molto vivaci, allegri, ottimisti, spensierati, molto scherzosi, a volte ingenui e tesi alla realizzazione dei propri progetti e ambizioni. Certo, i ragazzi hanno intorno a se anche molte tentazioni che li possono portare sulla cattiva strada: il denaro facile, l’alcool, il fumo, la droga, il sesso (e ne conosco tantissimi che si sono fatti avvolgere dal facile divertimento). Ma non per questo sono persone vuote e non hanno valori!

Hanno valori, affetti e soprattutto un anima solo che non si rendono conto di ciò che è giusto o sbagliato, che gli fa bene o fa male, anche perché forse nessuno ha trasmesso loro i criteri e le modalità per fare la scelta giusta, vera , appropriata.

Parlo molto con i ragazzi e esprimo loro molti miei pensieri; alcuni di loro cambiano idea, accorgendosi che il mio punto di vista corrisponde ad una percezione migliore; altri, seppur non condividendo la mia opinione, ne fanno tesoro; altri tendono a confrontarsi ed imporre il loro pensiero. Questo è il modo di crescere insieme.

Penso che sia questa la strada giusta che devono intraprendere i genitori o gli adulti poiché non si rendono conto dell’importanza dei ragazzi e di quello che pensano ma collocano gli stessi ad un modo di vivere totalmente negativo.

Molti dei ragazzi vivono effettivamente in modo superficiale ma per il semplice fatto che sono sfiduciati da quello che si presenta a loro e non hanno ancora trovato il vero senso della vita, le ragioni per cui vale la vera pena di vivere. Per vivere al meglio, i ragazzi hanno bisogno di qualcuno che li guidi, che sia il loro punto di riferimento da seguire con cui confidarsi e rivelare le proprie paure e loro dubbi. I genitori devono cominciare a lasciare le mani dei propri figli e farli camminare da soli e se cadono loro li rialzeranno e li rifaranno proseguire il loro cammino…….

Dico sempre ai miei ragazzi e ai miei figliocci che devono seguire il percorso della loro vita e se si girano troveranno dietro i loro genitori e i loro amici pronti ad aiutarli e se guardano in alto, verso il cielo, c’è Dio che li guarda e li sorride!

Questo è il modo di vivere con ottimismo; alcuni lo condivideranno, altri no, ma è un modo per affrontare la vita e avere un po’ di fiducia in se stessi e soprattutto un invito ai genitori ad avere piu fiducia nei confronti dei ragazzi e di scoprire cosa veramente vogliono.


La fragilità dei giovani ultima modifica: 2010-04-28T11:22:36+00:00 da Salvo Bono
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