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Un bicchiere d’acqua potabile per favore

Questa settimana, alla luce dei controlli effettuati dall’ASP6, la Commissione Straordinaria ha emesso un’ordinanza che vieta il consumo d’acqua pubblica poiché non conforme ai parametri di potabilità, quindi non idonea al consumo umano.

Certo, l’ordinanza ha lo scopo di proteggere la salute umana dagli effetti negativi che derivano dalla contaminazione delle acque, ma nelle ultime ore i cittadini di Montelepre hanno iniziato a chiedersi chi dovrà occuparsi di risolvere il problema.

La risposta è presto trovata. Chi dovrà rendere nuovamente potabile l’acqua è l’ATO 1 PA. La stessa, assieme all’azienda sanitaria locale, dovrà accertare le cause dei parametri fuori norma – un possibile inquinamento? – ed eliminarle se necessario effettuando le dovute opere di bonifica.

Eppure fino all’inizio dell’estate le condizioni della nostra acqua non destavano preoccupazioni, almeno stando ai risultati dei due monitoraggi condotti sia dal gestore che dall’azienda sanitaria e pubblicati quest’anno: il 6 marzo, il primo, e il 6 giugno, il secondo.

Cos’è successo da allora? Speriamo di saperlo presto. Come ci piacerebbe avere una risposta chiara, una volta per tutte, sul perché le numerose e continue perdite lungo le condutture non vengono riparate in tempi ragionevoli. Certo che è singolare che a Montelepre l’acqua riversa per strada, e quella che arriva nelle case non la si può consumare poiché non potabile. Non sembra una contraddizione? Avere tanta acqua da non potersene servire.

Di chi è la colpa di tutto ciò?

Oggi sono in molti a sostenere che le manchevolezze del sistema idrico in Sicilia derivino principalmente da un fallimento della regolamentazione pubblica piuttosto che dall’incapacità dei singoli gestori, nel nostro caso l’ATO 1 PA.

Secondo altri sembrerebbe, invece, che le aziende responsabili della gestione dell’acqua continuino a trarre lucro piuttosto che investire i loro proventi sulla manutenzione delle reti.

Dinanzi al disagio che stanno provando i cittadini di Montelepre, pare doveroso chiedersi cosa pensa oggi chi ha votato SI al referendum del giugno 2013 per la ripubblicizzazione dell’acqua.

Che fine ha fatto il risultato di quella consultazione popolare? La volontà di 27 milioni di italiani è rimasta inascoltata per via delle negligenze di politica ed istituzioni, oppure perché grandi aziende e poteri forti evitano l’applicazione a pieno dei principi di quel referendum?


Un bicchiere d’acqua potabile per favore ultima modifica: 2014-11-30T12:01:53+00:00 da Francesca Palumbo
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1 commento

  1. Giacomo Palazzolo

    Ho votato perché l’acqua fosse gestita da enti pubblici. Tuttavia, quanto alla problematica non credo che i disservizi siano da attribuire alla mano privata. Credo che la cattiva pubblica politica sia la.madre di tutte le nostre insoddisfazioni. Ritengo puerile , ma di astuta connivenza, da parte dei Sindaci Soci proprietari dell’Ato , le giustificazioni come : “noi non possiamo far nulla é l’ATO che vi deve provvedere”. Di fronte a tali demenzialità non c”é referenfum che tenga. La colpa é sempre di chi non sa , (rectius non vuole )controllare.