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Le reti idriche tornino subito al Comune

Sono quasi due settimane che un’ordinanza dei commissari straordinari vieta l’uso dell’acqua potabile nel nostro paese e sembra proprio che la sua revoca sia ancora ben lontana.

E’ stata riscontrata la presenza di colibatteri, sembra per infiltrazione di liquami fognari nella rete idrica, sembra! Abbiamo seguito giornalmente la vicenda incontrando i commissari e i tecnici comunali che seguono la vicenda, e l’unica cosa che possiamo testimoniare è una grande, inquietante sensazione di impotenza.

Constatare che nonostante le continue sollecitazioni del comune, la soluzione del problema da parte dell’ATO Idrico, unica competente e responsabile delle reti e dell’erogazione dell’acqua, segua i canonici standard burocratici, quindi i soliti tempi biblici, pur avendo ben presente che ci sono circa 7000 CITTADINI che non hanno accesso all’acqua potabile è sconcertante.

Siamo in attesa delle contro analisi che l’ATO sta effettuando e che sembra abbiano rilevato l’assenza di inquinanti nell’acqua. In buona sostanza mancherebbe solo la trasmissione ufficiale di questi dati per consentire la revoca dell’ordinanza di divieto. Bene? No male, malissimo. Da quanto ci risulta non è stato fatto nessun intervento nella rete al fine di eliminare le cause dell’inquinamento, per cui il problema potrebbe verificarsi ripetutamente e all’insaputa dei cittadini.

Inoltre a queste analisi sembra debbano seguire delle ulteriori controanalisi da parte dell’Asp, il tutto secondo voci di corridoio dovrebbe svolgersi in tempi non inferiori ai dieci giorni. Questa tempistica lascia francamente sconcertati per diverse ragioni: non è assolutamente concepibile che un’ emergenza di questa portata segua questa tempistica (nemmeno si fosse fulminata una lampadina), e non è confortante che i cittadini di Montelepre stiano seguendo questa vicenda quasi con indifferenza, come se non avere l’acqua potabile fosse tutto sommato sopportabile. E cosa dire della totale assenza della politica? Niente volantini, niente indignazione, niente assemblee in piazza. In fondo mica se ne è parlato sul Corriere della Sera!?

Abbiamo già detto che l’acqua potabile nelle case rappresenta l’unico servizio tra quelli primari che era ancora garantito, la mancanza anche di questo, rappresenta a nostro avviso oltre che un grave disagio e un rischio per la salute pubblica, un pericoloso campanello d’allarme su cosa potrebbe ancora riservarci il futuro.

E’ chiaro che non possiamo rimanere con le mani in mano, per quanto ci riguarda continueremo a sollecitare interventi rapidi e risolutivi, pur sapendo che la possibilità che questi possano essere attuati è molto improbabile, considerata la precarietà e l’evanescenza dell’ente responsabile.

Chiediamo per questo, ancora una volta, che il Comune prenda in consegna la rete idrica nel più breve tempo possibile, alla luce dei gravi disagi arrecati ai monteleprini, della assoluta mancanza degli investimenti promessi sulla rete e sul depuratore, e dell’assoluto abbandono delle fonti di approvvigionamento (vedi vasche di pozzo Cippi e la palude di Locogrande). Al fine di aggirare ogni resistenza ed ogni ostacolo giuridico, si DEVE intanto ottenere l’affidamento temporaneo delle reti.

Stiamo inoltre cercando di promuovere una class action contro l’Ato idrico. A tal proposito abbiamo già contattato un’associazione a tutela dei consumatori e dei giovani legali che stanno studiando le modalità e i tempi di tale azione. Se non riusciamo nemmeno più a rivendicare i diritti più elementari, sarà davvero difficile pensare di costruire un futuro e un paese migliore.


Le reti idriche tornino subito al Comune ultima modifica: 2014-12-08T22:19:03+00:00 da Liberi Tutti
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