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Il dovere di fare qualcosa

B. lavorava in una ditta che si occupava di manutenzione di edifici pubblici, adesso conta i giorni che lo separano dalla fine del sussidio di disoccupazione, e teme il baratro per se e la sua famiglia;

T. lavorava in una grossa impresa edile locale, adesso dopo decenni,alla soglia dei 50 anni si trova a doversi inventare qualcosa per sostenere la famiglia;

G. una signora prossima ai 60 che lavorava in una grossa azienda di componenti elettronici della zona, spera e prega che succeda qualcosa e che possa percepire ,in qalche modo almeno una pensione;

P., V. G., S, A. giovani artigiani padri di famiglia sono emigrati, nell’ultimo anno in cerca del lavoro che la nostra terra non ha saputo offrirgli;

A. ha chiuso la sua azienda perchè fare i piccoli imprenditori di questi tempi nella nostra terra è un’autentica follia;

V., C, G, P, sono degli ex dipendenti di aziende confiscate che sono state licenziati di punto in bianco dalle amministrazioni commissariali, e dopo decenni di lavoro sono senza occupazione e senza alcun sussidio e con delle famiglie sulle spalle.

Ho pensato a loro stamattina. Li ho messi in fila rapidamente con disarmante facilità mentre uno di questi mi raccontava le sue vicissitudini. Sono persone in carne ed ossa che conosco benissimo che sono a me vicine, e che sono solo un piccolo campione di quello che la famosa, perenne crisi ha prodotto a casa nostra. Già, la crisi!

Pensare a loro mentre si legge delle porcherie di Roma capitale è davvero insopportabile. Sentirsi ripetere che non ci sono risorse per sostenere la crescita, lo sviluppo, il lavoro, la dignita umana, in questo frangente è un autentico pugno nello stomaco, davvero non è tollerabile. Mentre sto scrivendo mi impongo continuamente di non scadere nella demagogia e nel populismo, cerco di valutare e di ponderare, ma davvero non c’è nessuna alternativa ad una incontrollabile, feroce, liberatoria incazzatura.

La crisi ha travolto le persone i loro diritti, la dignità di intere comunità ma non ha fermato in nessun modo il fiume di denaro che alimenta la corruzione, le indennita e i vitalizi spropositati, la protervia e la sfrontataggine di una classe dirigente ingorda e avida che davvero rasenta la disumanità.

Risulta molto difficile non generalizzare, risulta quasi impossibile non tornare con la mente alle tante troppe storture, ai fiumi di miliardi sottratti alla serenità e alla dignità dei cittadini ad opera della politica e della burocrazia in tutte le loro infinite ramificazione e articolazioni.

Non riesco ad immaginare come, chi avendo la responsabilità della vità e della dignita dei cittadini, possa agire col solo fine dell’arricchimento personale e del consolidamento del proprio smisurato, smodato, criminale potere , ignorando la sofferenza e le enormi difficoltà di tanti troppi cittadini e continuando ad agire con indifferenza e incredibilmente anche con un consistente sostegno elettorale.

Difficile pensare a come rimediare a come intervinire, impossibile non sentire il dovere di fare qualcosa. Ognuno di noi, ogni persona, ogni intelliggenza, ogni coscienza, credo abbia il dovere, l’imperativo morale di fare qualcosa di impegnarsi, affinchè un giorno possa finire questo scempio, questa vergogna, e perchè si torni ad avere una speranza per un futuro dignitoso per noi e soprattutto per i nostri figli!


Il dovere di fare qualcosa ultima modifica: 2015-06-05T19:24:58+00:00 da Liberi Tutti
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