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Lino Saputo racconta i suoi inizi in Canada: «Volevo dimostrare a mio padre che avevo ragione»

Intervenuto alla Torre Ventimiglia durante la consegna del Premio internazionale Mons Aureus, assegnatogli stamane dall’associazione ARCA in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria al figlio Joey, Lino Saputo ha ripercorso le tappe della sua emigrazione in Canada.

«I primi sei mesi ho pianto tutte le sere» ha ricordato il magnate dei formaggi d’Oltreoceano spiegando come è iniziata l’avventura imprenditoriale: «Ho provato ad incoraggiare mio padre a lavorare nel campo che lui conosceva: i formaggi. Lui era contro. L’ho dovuto fare di nascosto. Sono andato ad affittare un posto. Lavorando nel fine settimana avevo raccolto 500 dollari per comprare il necessario. Ma mio padre non era contento, ero il solo a crederci. Lavoravo giorno e notte per dimostrare a mio padre che avevo ragione».

Saputo ha raccontato la sua esperienza di emigrato, le diffidenze iniziali dei canadesi e i sospetti di collusione con la mafia addensati su un siciliano che via via riusciva ad affermarsi nel tessuto economico nord americano: «Dai primi successi che abbiamo avuto era ovvio che essere siciliani e avere successo fa parte della mafia. Il tempo ha dimostrato che non è stata la mafia, che è stato il saper fare, il lavorare forte e, credo, abbiamo dato lezione a parecchia gente che magari inizialmente provava a ingiuriare, a mettere delle cose che non avevano senso».

Emozionato nel descrivere i momenti più significativi della sua vita, Lino Saputo ha ricordato anche l’impegno in vari Paesi del Mondo della fondazione che porta il suo nome e quello della moglie Mirella, presente assieme alla nuora alla consegna dei riconoscimenti al figlio e al marito.

Nel video l’intervento integrale dell’imprenditore italo-canadese.


Lino Saputo racconta i suoi inizi in Canada: «Volevo dimostrare a mio padre che avevo ragione» ultima modifica: 2016-04-14T22:11:05+00:00 da Giacomo Maniaci
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