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“Quattru e quattru, otto”

C’era una volta un paese fatto di tante casette in pietra nate attorno ad una Torre che dopo avere conosciuto la Prima e la Seconda guerra mondiale ne conobbe una Terza senza che la Seconda fosse ancora finita e come in tutte le guerre a pagarne le conseguenze più dolorose è sempre il Popolo. Questo paese si chiamava Munchilebbi e dopo avere subito tanta sofferenza conosce finalmente la pace e lo sviluppo.

Finiti gli anni del coprifuoco, le strade ricominciano a brulicare di vita; le donne a chiacchierare alle fontane, gli uomini in piazza dopo una dura giornata di lavoro e i bambini per le strade assieme a mucche, galline e muli. Lo Stato si ricorda delle pene patite dai cittadini e con un decreto del ministro Vigorelli assegna al paese circa 100 cantieri per opere pubbliche. Torna il lavoro e si realizzano le opere di urbanizzazione primaria; strade, scuole, acquedotti e fognature. Torna la serenità ed il sorriso e con essi i giochi. Finalmente le pistole diventavano giocattoli!

Si giocava per le strade ed ogni giorno non era mai uguale a quello di prima. Uno dei giochi più praticati era il “4 e 4 otto” o nella versione ortodossa “Acchiana u patri cu tutti i so figghi”. Si giocava in due squadre di 4 ma in 9 perché uno doveva fare l’ammortizzatore umano in quanto ospitava tra le sue gambe o nella pancia la testa del primo giocatore . Prima di ogni gioco c’era la procedura della “spracitina” per decidere i ruoli e chi perdeva stava sotto.

Quindi i primi 4 giocatori, con la testa del primo infilata dove vi ho detto, si mettevano uno dietro l’altro con il culo a ponte per formare una base di schiene dove si catapultavano i 4 che dovevano acchianare. Partiva il primo al grido di battaglia “Acchiana u patri cu tutti i so figghiiii” e doveva essere così bravo da finire sulla schiena del primo giocatore di sotto e così facevano gli altri. Una volta tutti sopra non si poteva toccare terra per nessun motivo e se eri salito sbilenco, così dovevi restare fino alla fine del gioco che durava il tempo del ritornello (vedi filmato) che recitava così: “ 4 e 4 ottu, scarica lu bottu, l’aceddu cu li pinni, Scarrica e vattinnni”!!!! Se quelli di sotto non cedevano sotto il peso dei 4 acchianati vincevano e nella prossima partita andavano sopra, in caso contrario restavano ancora sotto.


Questo gioco, consigliato dai migliori ortopedici del mondo, rinforzava la muscolatura della schiena e delle gambe nonché l’apparato scheletrico senza bisogno di personal trainer o di integratori vitaminici! E se proprio in qualche partita tosta ti “sminnavi”andavi dal mitico dottore Sanasardo che tra una Esportazione senza filtro e l’altra ti scriveva qualche pinnola o un poco di bicarbonato.

La fine dei giochi era decretata dalla chiamata “arraggiata” di qualche madre che intimava al figlio di arricamparisi perché già aveva scurato e se questo non avveniva entro pochi minuti il malcapitato si assuppava la dose giornaliera di timpulati o peggio di curriati da parte degli amorevoli genitori. Il telefono azzurro ancora non esisteva e i ragazzi, rassegnati, tornavano a casa dove trovavano il nonno che tra uno “sgracco” e qualche fava “caliata” era sempre pronto a raccontargli qualche bellissimo “cuntu”.


“Quattru e quattru, otto” ultima modifica: 2016-07-04T19:03:48+00:00 da Nino Plano