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Fiorine & Catenelle

Sembra strano ma ci sono stati anni in cui le strade di Montelepre pullulavano di gente ed erano teatro di innumerevoli attività senza bisogno di alcun programma o organizzazione di eventi e nel pieno rispetto della Seconda Legge della Termodinamica che ci ricorda che in un sistema non influenzato da forze esterne, da una situazione di ordine si passa inevitabilmente ad una situazione di disordine crescente. Per la Fisica dall’Ordine si passa al Disordine. Questo fenomeno chiamato anche Legge sull’Entropia, usato anche in astrofisica per spiegare cosa succede nell’Universo, lo abbiamo conosciuto in tutta la sua potenza anche nel nostro paese, soprattutto d’estate, in quei magici anni quando Montelepre si chiamava semplicemente ù paisi.

Dopo la calma apparente delle prime ore del mattino dalle finestre e dai balconi cominciano a diffondersi le prime onde sonore , provenienti dalle grosse radio a mobiletto, a cura di Un Disco per l’Estate che ci fece conoscere Donna Felicità e Luglio ma anche i Dik Dik e i Beatles.

E mentre le decine e centinaia di femmine cantavano a squarciagola le canzoni mentre stendevano i robbi nei curdini, i maschietti dopo avere portato il pane fatto a casa al Forno elettrico o da Cilla e sbrigato qualche sirbizo, tipo andare alla putìa per comprare le sarde salate, si ritrovavano nelle cantonere per deliberare le attività della giornata che in nessun caso prevedevano la cattura di Pokemon.

Siccome ogni cosa aveva il suo tempo, alcuni adempimenti si svolgevano nelle ore mattutine, altri nel pomeriggio, altri la sera. Fra le cose mattutine rientravano i giochi più impegnativi e onerosi del tempo: Fiorine e Catinelle.

Debbo premettere che allora non esistevano né pediatri, né psicologi e che il trauma maggiore e incurato di un piccittieddu era di giocare e perdere tutte le Fiorine o le Catinelle in suo possesso: spesso si vedeva qualcuno ‘ngusciatu che piangeva a singhiozzi perché gli avevano culato tutte le figurine e non aveva nemmeno 10 lire per andarle a ricomprare. Ci volevano giorni e settimane prima di rubare qualche lira alla mamma o estorcerla alla nonna dopo la recita del Rosario. Insomma una vita di sacrifici. Spesso il trauma non veniva superato ed il ragazzo non usciva più da casa per settimane e la psicoterapia consisteva in timpulati e curriati.

Ma quali erano i giochi più gettonati? Cominciamo con le ciampedde che non erano altro che pezzi di marmo residui di lavori edili che si cercavano in tutto il paese. Le più lisce erano le più pregiate perchè scivolavano meglio nei marciapiedi di cemento dove si giocava. Le migliori ciampedde della storia si prelevavano nei pressi ru marmuraru che produceva molti scarti regolari, lisci e ben tagliati; perchè avere una buona ciampedda era essenziale per essere competitivi nella partita.

Per giocare occorreva un marciapiede ben fatto, i giocatori con le proprie ciampedde, le fiorine e il canno che era un pezzetto di pietra che si metteva sopra le figurine. Per chi non lo sapesse le figurine Panini era le foto dei calciatori che si raccoglievano nell’album e che avevano diversa quotazione( Normale, Valida , Bisvalida, Scudetto, Coppa, Squadra). Si giocava per tot figurine e potevano partecipare diversi giocatori. Si spraceva per chi doveva tirare per primo e si cominciava la partita dopo avere messo tutte le figurine ad una punta del marciapiede. Si tirava e lo scopo era di colpire il mazzetto di figurine e avvicinarsi con la ciampedda alle stesse e allontanare contemporaneamente il canno perchè se queste restavano più vicine allo stesso non si vinceva niente e si avvantaggiava il prossimo giocatore che poteva mirare con più precisione verso le figurine. La partita finiva quando, dopo vari tiri dei diversi giocatori, le stesse venivano vinte tutte.

1960. Ragazzi giocano con le figurine “Panini” della collezione “Calciatori”. Foto Walter Breveglieri  Agli inizi degli anni ’ 60 Benito e Giuseppe Panini, che hanno fondato a Modena l’Agenzia Distribuzione Giornali Fratelli Panini, acquistano a Milano un lotto di vecchie figurine invendute delle edizioni milanesi “Nannina” e le mettono in vendita in bustine con due figurine ciascuna a 10 lire. Il successo è enorme e inaspettato: 3 milioni  di bustine vendute. L’anno successivo i Panini decidono di fare tutto con i loro mezzi, stampando le figurine e creando anche il primo album per la loro raccolta. Le bustine vendute saranno 15 milioni. Era nata la collezione “Calciatori”.

1960. Ragazzi giocano con le figurine “Panini” della collezione “Calciatori”. Foto Walter Breveglieri.

Altro gioco per figurine era ù sbattuni. Di solito si giocava in qualche scaluni o su un marciapiede. Si decideva per quante figurine giocare e si faceva un mazzetto che bisognava fare girare sbattendo la mano vicino allo stesso per provocare un movimento di aria: quelle che si capovolgevano erano vinte quelle rimaste ferme erano preda dell’altro giocatore fino a quando non venivano girate tutte.

Naturalmente alla fine delle numerose partite potete immaginare in che condizioni si riducevano le povere mani che comunque dopo venivano fatte riposare giocando con le catenelle a miliò che consisteva nel nascondere un numero imprecisato delle stesse in una mano chiusa chiedendo all’avversario di indovinarne il numero. Se questi addiminava vinceva la posta, in caso contrario si cambiavano le parti.

La cosa bella era che per giocare non c’era bisogno di scaricare nessuna applicazione perché ad essere connessi non erano gli smartphone ma direttamente i cervelli.


Fiorine & Catenelle ultima modifica: 2016-08-24T10:34:59+00:00 da Nino Plano