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Gestione idrica comunale, Progetto Comune accusa Reset: «Un atto di incoscienza»

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A distanza di quasi una settimana continua ad animare il dibattito politico l’esito del Consiglio comunale di lunedì scorso, terminato fra le proteste di Progetto Comune con l’approvazione per mano di Reset di un proprio emendamento che dà via libera all’amministrazione Crisci di gestire autonomamente il servizio idrico in attesa di un quadro normativo regionale più definito.

Il gruppo di minoranza ieri ha diffuso un volantino per spiegare le ragioni dell’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri Pisciotta, Cannavò, Di Noto e Gaglio nel momento della votazione del documento di Reset.

«Premesso che il nostro Movimento  – si legge  – è stato sempre favorevole alla gestione pubblica dell’acqua che consideriamo bene primario per tutti i cittadini e sul quale non è possibile nessuna speculazione economica o clientelare come purtroppo è avvenuto negli ultimi anni con l’ATO idrico;

Sconfortati e delusi del caos legislativo attualmente esistente in materia che né il Governo Regionale né quello Nazionale riescono a risolvere con l’adozione di provvedimenti legislativi chiari e coerenti con quanto deciso dalla volontà popolare che con il Referendum del 2011 ha deciso la gestione pubblica dell’acqua;

Preso atto – scrive Progetto Comune –  che la strada intrapresa dall’Amministrazione Comunale non risulta praticabile in considerazione del fatto che il sacrosanto principio dell’acqua pubblica non può essere ottenuto con la palese e consapevole illegittimità degli atti;

Nell’ultimo Consiglio Comunale la maggioranza ha portato una proposta di riappropriazione del servizio idrico con 3 pareri espressamente contrari e con un severo richiamo al danno erariale che tale provvedimento ILLEGITTIMO comporterà per il nostro Comune e che sicuramente la Corte dei Conti censurerà. La Legge va rispettata anche quando non ci piace!

Per cercare di superare le prevedibili complicazioni derivanti da un atto illegittimo, che potrebbe inficiare anche il prossimo Bilancio Comunale – spiega il gruppo politico nel volantino – abbiamo proposto di ritirare la delibera bocciata dai funzionari comunali e continuare con l’attuale gestione emergenziale per qualche altro mese visto che è possibile anche emettere le bollette. Nel frattempo sollecitare con forza anche coinvolgendo tutta la cittadinanza il Governo Regionale, molto vicino all’attuale Amministrazione, per l’emanazione di norme chiarificatrici e se questo non fosse accaduto entro l’anno, adottare assieme azioni anche drastiche. Non riusciamo a comprendere questa estrema urgenza considerato che comunque non è assolutamente a rischio l’erogazione idrica ai cittadini.

La legalità non può essere “a convenienza”. O c’è o non c’è. E ci meravigliamo – continua Progetto Comune – che un gruppo come Reset che in campagna elettorale ha sbandierato questo principio come essenziale della sua azione politica possa trasgredirlo con tanta disinvoltura e addirittura accusare i nostri consiglieri di “vigliaccheria” solo perché hanno chiesto di ritirare la proposta e ripresentarla successivamente con i pareri favorevoli. Si vuole fare passare per “atto di coraggio” un “atto di incoscienza” che potrebbe avere conseguenze deleterie per il nostro Comune!!!

La legalità – si legge in conclusione – non è un optional ma un principio inderogabile per tutti, soprattutto per gli amministratori pubblici.


Gestione idrica comunale, Progetto Comune accusa Reset: «Un atto di incoscienza» ultima modifica: 2016-10-23T10:52:43+00:00 da Giacomo Maniaci
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  • renato Brignoli

    La gestione dell’acqua

    Attualmente nella provincia di Palermo 50 su 82 Comuni gestiscono le reti idriche e fognarie in proprio. Di 52 Comuni che erano consorziati con APS(l’azienda fallimentare dell’acqua), 32 Comuni hanno aderito ad AMAP e 20 Comuni, tra cui Cinisi, Terrasini adesso anche Montelepre , hanno deciso, nonostante ci sia un’obbligo che impone ai Comuni di consorziarsi per la gestione delle reti idriche e fognarie , di non aderire ad AMAP con un contratto trentennale.

    C’è da chiedersi perché ci sono tanti Comuni indisciplinati nella provincia di Palermo che non aderiscono al probabile consorzio “metropolitano” AMAP?
    Perché alcuni Comuni hanno deciso di andare incontro a conseguenze civili e penali e a probabili sanzioni?
    È incoscienza oppure è politica del territorio?

    È brutto dirlo ma l’aspirante consorzio idrico metropolitano AMAP non convince i Sindaci e neppure, per come procedono le cose politiche, il Governo Crocetta.
    Gli stessi Comuni che per “atto dovuto” si sono consorziati ad AMAP sono scettici sulla capacità di AMAP a garantire una gestione pubblica dell’acqua in provincia. I disservizi idrici in provincia vengono riparati, il più delle volte, dai Comuni stessi in via sostitutiva . Un paradosso! I comuni si devono” arranciari” nonostante sono consorziati con AMAP. È’ sempre la stessa storia, le spese a voi e i profitti a noi.

    L’AMAP come azienda metropolitana, tanti lo dicono politici e non, è fallita già in partenza. -È uno degli elementi di grande dissidio tra il sindaco Orlando e Rosario Crocetta-.
    L’AMAP-metropolitana per vivere deve “scippare” i soldi ai Comuni della provincia. Non solo quelli di gestione ma, principalmente, quelli d’investimento destinati all’ammodernamento delle reti idriche e fognarie e di depurazione. Centinaia di milioni di euro. Somme che invece di essere investiti direttamente dai Comuni, che sono i conoscitori del territorio e del fabbisogno , secondo un progetto politico-aziendale, dovrebbero transitare ad AMAP e poi investiti nel territorio e nei singoli Comuni. Per la verità questo è un vecchio film (l’azienda che vive con i soldi pubblici) è sappiamo già come va a finire. Di metropolitano questo film, allo stato attuale, non ha nulla di nuovo. Molto meglio la gestione diretta dei Comuni.

    L’amministrazione Crisci e il gruppo RESET hanno fatto la scelta più giusta.
    Hanno scelto la strada in salita rispetto alla approvazione “dell’atto dovuto” (adesione all’AMAP) o della proposta confusionaria sostenuta dal gruppo consiliare PROGETTO COMUNE ( che non ha avuto il coraggio di sostenerla con il voto in consiglio comunale) .
    Adesso l’amministrazione Comunale ha da faticare e fare in modo che la toppa non sia peggio del buco.
    Ha da costituire l’ufficio acquedotto comunale e gestione fatturazione, fare qualche affidamento diretto a ditta per la manutenzione della rete idrica , fognaria e del depuratore. Ciò significa fare molto di più di quello che attualmente fa AMAP. Poi stare in attesa che il governo Regionale decida, dopo l’elezione, sul da farsi -cosa poco realistica visto gli interessi contrapposti che ci sono in gioco-.