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Montelepre e la mafia, «Arasimo» scrive al presidente Crocetta

Caro sig. Presidente Crocetta,

mi chiamo Arasimo, sono un cittadino di Montelepre pensionato e mi trovo espatriato in Portogallo per motivi che le spiegherò.

Approfitto di questo spazio gentilmente messo a disposizione da mio compare Nino che in questo periodo è molto impegnato a sfilare alive per esprimere la mia grande soddispazione per quello che lei ha dichiarato in una intervista; e cioè che Montelepre è un paese caratterizzato da una mafia antica e molto potente. È inutile che tanti miei concittadini si stanno lamentando!! Lei ha avuto il coraggio di dire la verità. E la verità fa male!

Come d’altronde aveva già scritto una Stella del giornalismo italiano, aiutato da supporters locali, che con una veloce visita di qualche ora in paese aveva già capito tutta la storia antica, moderna e contemporanea di Montelepre, tutto sulle famiglie del paese con rispettive ‘nciurie, indagato sulle continue sparatorie che giornalmente avvenivano in paese comprese le fucilate al busto del povero Filippo Riccobono, condiviso le preoccupazioni di alcuni giovani che non potevano candidarsi alle elezioni comunali per le continue minacce, confuso un giovane parlamentare che preso dall’euforia dichiarava che la gente di Montelepre non andava ai comizi perché intimorita dalla mafia “antica e potente” che contraddistingue Montelepre.

Come si può negare tutto questo? Nelle nostre montagne non ci sono forse le Cave di Rina?

Come nascondere che tra le famiglie storiche del paese ci sono i Lo Piccolo, i Badalamenti, i Provenzano e perfino qualche Brusca?

E poi siamo sempre il paese di Turiddu!!

Lei non lo sa, ma io sono stato tra quelli che lo hanno accolto quando ci ha onorato di una sua visita in paese in occasione delle elezioni regionali e sono rimasto così colpito dalle sue palore che mi ha convinto a votarlo e a seguirlo in questi anni di governo ed apprezzare le grandi Riforme che lei ha fatto.

Da quando governa lei la Sicilia è cambiata!! Le Province sono state finalmente abolite, la Sanità siciliana è diventata un modello per tutta l’Europa, la gestione dei rifiuti è al Top, i trasporti funzionano alla grande, il malaffare è scomparso, la Pubblica Amministrazione è un modello di efficienza.

Ancora mi ricordo, quando non c’era ancora Lei, le strade dei nostri paesi(comprese le periferie) erano piene di immondizia, per fare una TAC bisognava aspettare anni o avere una buona raccomandazione, le nostre meravigliose coste piene di case abusive che Lei ha provveduto a demolire, le strade impraticabili e piene di buche, la mafia che ci opprimeva, l’economia stagnante, il turismo in crisi, il mare inquinato, l’agricoltura in ginocchio, le arance scafazzate, la disoccupazione alle stelle, gli anziani abbandonati, le imprese senza lavoro, i giovani a passiare.

Per questo me ne sono andato in Portogallo! Non sopportavo più di vedere la mia terra depredata e martoriata dalla mafia e dalla mala politica!

Poi è arrivata Lei, caro Presidente, e ho ritrovato la speranza. Non mi vergognavo più di essere siciliano, non arrossivo più quando vedevo le tonnellate di immondizia lasciate per strada, non mi sbiancavo più quando facendo una passeggiata la sera in città qualcuno mi toccava da dietro pensando che fosse un malintenzionato!

E con questa sua coraggiosa e impavida invettiva contro la potente e antica mafia di Montelepre di cui avevamo tanto bisogno e che risolverà tutti i problemi della nostra Sicilia, la invito a ritornare nel nostro paese. Vedrà che grazie a Lei, che ci ha liberato dalla mafia, a Montelepre si respira una nuova aria e troverà sicuramente qualche paesano pronto ad offrirgli un bel caffè.

Naturalmente prima di bere si accerti che il cittadino non si chiami Pisciotta.

Non si può sapere mai!


Montelepre e la mafia, «Arasimo» scrive al presidente Crocetta ultima modifica: 2016-10-27T15:38:24+00:00 da Nino Plano
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1 commento

  1. Enzo

    E io che pensavo di avere fatto una buona azione quando ero bambino quando ho fatto un “sirbizzo” alla moglie di Lo Piccolo pensando che questi lavorasse all’Enel. E che Badalamenti fosse un bidello e che Provenzano un tranquillo pensionato.