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Più inclusione sociale, se ne discute domani a Santa Rosalia

Domani alle ore 18.00, presso la cripta di Santa Rosalia, si terrà il convegno “Strategie per una nuova inclusione sociale”. L’evento, a cura della Caritas parrocchiale e dell’associazione Attivamente Onlus con il patrocinio dell’Anci Sicilia Giovani, mirerà all’analisi delle prospettive per una società inclusiva.

Il termine inclusione sociale fa riferimento alla sfera sociale e alle sue attività inclusive; ci si riferisce a numerosi aspetti e ambiti tra i quali l’inclusione scolastica e l’inclusione lavorativa. Il fine ultimo dell’inclusione sociale è garantire l’inserimento di ciascuna persona all’interno della società nonostante essa presenti elementi limitanti.

Il concetto di inclusione parte da un modello di riferimento in cui la società viene vista come una comunità dove ci si rispetta e ci si prende cura gli uni degli altri, tenendo in considerazione principalmente coloro che, se lasciati a loro stessi, sarebbero più in difficoltà.

Una società inclusiva è basata sul rispetto reciproco e sulla solidarietà, garantisce pari opportunità e un tenore di vita dignitoso per tutti, partendo dall’assunto che la diversità è un elemento di forza e non di divisione.


Più inclusione sociale, se ne discute domani a Santa Rosalia ultima modifica: 2016-11-24T15:33:34+00:00 da Gloria Migliore
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  • renato Brignoli

    Il contrasto alla povertà

    Tra gli operatori che si occupano di povertà, laici e religiosi, c’è la consapevolezza che i poveri di oggi non hanno solamente bisogno di una “mano” , ma anche di un “orecchio”: di politici e di una Pubblica Amministrazione che siano all’altezza della situazione. L’Italia non si è ancora dotata di una efficace Legge di contrasto alla povertà, nonostante la Direttiva 441 del 1992 della Commissione Europea e l’Agenda di Lisbona del 2000. Direttive che invitano, i Paesi membri della Comunità Europea, di dotarsi di strumenti efficaci per contrastare la crescente povertà nei paesi industrializzati. Qualcosa, in questa direzione, è stata inserita in legge di stabilità (Governo Renzi): l’istituzione del SIA -Sostegno di inclusione attiva- è il ddl REI-Reddito di inclusione- bloccato al SENATO dopo l’approvazione alla CAMERA. Le misure politiche, anche se timidamente, si prendono, ma tutto poi s’incaglia nelle maglie della politica e della burocrazia farraginosa. Noi siciliani siamo testimoni di queste anomalie. Arrivano importanti risorse dall’Europa, ma poi non si spendono perché le amministrazione pubbliche, Regione e Comuni, benché gonfie di personale, non trovano gli addetti per censire i poveri da assistere. Cose che fanno incaxxare! Il fatto è che il contrasto alla povertà , oggi più di ieri, è uno slogan da spendere in campagna elettorale.

    La realtà Comunale, invece, sta sotto pressione. Perché è una istituzione vicina ai cittadini; Perché la Regione Siciliana ha tagliato risorse finanziarie ai Comuni per il sociale; Perché non c’è nulla di peggio che creare delle aspettative e scoprire a posteriori che non si è in grado di mantenerle.
    I Comuni, Montelepre compreso, rischiano di “vivere alla giornata” se non si danno da fare nel sociale. Il Sindaco e l’assessore agli Affari sociali dovrebbero mostrare più determinazione ed essere più propositivi nel ricercare, in nuovi ambiti, i finanziamenti per il sociale. Cioè al di fuori, essenzialmente, dei PIANI di ZONA (328/2000) che mostrano,non solo da oggi, un forte indebolimento e decadimento. Il pericolo reale che si corre è che il Comune “indietreggi” nel compito di dare risposte alle domande sociali dei propri cittadini.