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La notifica degli accertamenti IMU e ICI per posta è regolare?

A proposito dei 1600 avvisi di accertamento ICI e IMU 2011 -2012 del Comune di Montelepre, ho ricevuto tante telefonate e tante visite da cittadini monteleprini alle prese con gli avvisi di accertamento dell’imposta. In tanti hanno lamentato errori molto evidenti quali doppia imposizione, mancate volture, errori di calcolo.

La domanda più frequente è stata quella se l’imposta ICI relativa all’anno 2011 fosse già prescritta, poiché recapitata agli utenti nella prima decade dell’anno 2017 e quindi, di fatto, oltre il quinto anno.

Ho trovato qualche difficoltà nel far comprendere all’utente cittadino che la notifica è regolare e che, secondo la giurisprudenza, la notifica, per l’Ente impositore, si perfeziona al momento della consegna all’ufficio postale (avvenuto entro il dicembre del 2016) e, per il ricevente, alla data della ricezione del plico. Quindi, il plico risulta regolarmente notificato anche se la data di lavorazione, con sorpresa dell’ “attento cittadino” è del 20 luglio 2016, e cioè di sei mesi prima del recapito.

Quello che più mi ha incuriosito nello studio dell’avviso di accertamento è stato l’aver constato che gli avvisi recavano, alla fine, una relata di notifica in bianco. Mi sono chiesto se quella notifica, intesa nei termini del diritto processuale, fosse regolare.

A mio modesto parere la legittimazione dell’avviso di accertamento recapitato a mezzo posta e con notifica in bianco, come è per tutti i 1600 avvisi, rende inesistente l’atto.

Prescindendo da questo, ho svolto alcune ricerche, durante le quali mi sono imbattuto in una giurisprudenza di costante “soccorso” della Corte di Cassazione a favore degli Enti Locali a proposito di ICI, che considera regolare la notifica del plico spedito a mezzo postino.

Considero la giurisprudenza della Corte Suprema una giurisprudenza di convenienza. Infatti, il danno erariale per inesistenza della notifica, per molti enti, sarebbe stato davvero grave, se la Cassazione avesse fatto un corretto uso del termine “notifica”, attenendosi all’accezione in senso stretto risultante dal codice di procedura civile.

Infatti, sempre a mio parere, un conto è l’atto di notifica, che compete a soggetti qualificati quali l’ufficiale giudiziario, il messo comunale o l’agente di riscossione. Altro è la presunta notifica a mezzo postino, il quale ha solo l’onere del recapito del plico e non certo della notifica.

Perciò, la notifica dell’atto sarebbe inesistente. Invero, il Legislatore all’articolo 12 del decreto legislativo 504/92 istitutivo dell’ICI parla di notificazione e non di recapito del plico, che sono due attività che competono a soggetti diversi. Il postino, infatti, non può mai sostituirsi ad un soggetto notificatore abilitato per legge.

La Cassazione, come si suol dire, ha “messo una pezza“ al sistema per evitare evidenti danni erariali agli Enti Locali, dando un’interpretazione molto ampia del concetto di notifica ed estendendo l’attività di notifica anche ai postini che, per legge, non sarebbero competenti.

Dunque, sarebbe il caso di parlare di semplice recapito di avviso con raccomandata A/R e non di continuare ad utilizzare, con lo scopo unico di terrorizzare i cittadini, buste di colore verde con tanto di scritta Servizio notifica atti giudiziari ed amministrativi – autorità giudiziaria.

Anche da questo punto di vista, l’Amministrazione deve sapersi svecchiare da formule burocratiche che non aiutano il rapporto alla pari tra chi amministra ed il cittadino.

Sarebbe stato un bel caso da ridiscutere con la Corte di Cassazione, sotto il profilo da me evidenziato ma, si sa, ricorrere alla giustizia, oggi, è divenuto così costoso che tanti sono costretti a rinunciarvi. Allora, non rimane che subire, ancora una volta, il gioco di chi rimane più il forte: l’Amministrazione Pubblica.


La notifica degli accertamenti IMU e ICI per posta è regolare? ultima modifica: 2017-03-03T19:05:47+00:00 da Giacomo Palazzolo
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