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Agorà, “Apocalypse now”

Ed alla fine eccola qua! Puntuale come la scadenza dell’IMU la data fatidica è arrivata : oggi è l’ultimo giorno di questo nostro vecchio pianeta. Lo hanno detto i Maya. Ci dobbiamo rassegnare, sapevamo che prima o poi doveva accadere. Certo non è bello sapere che oggi finisce tutto, ma pazienza. Quindi questo è l’ultimo articolo dell’Agorà che leggerete: fatene tesoro.

Potremmo dedicare questo spazio ai saluti o ai rimpianti, alle lacrime o alla malinconia. Invece no!

Oggi valuteremo il comportamento da seguire secondo canoni prettamente italiani e quindi senza perdere tempo in formalismi o peggio sentimentalismi: oggi dobbiamo dimostrare come finisce un italiano! Analizziamo le opzioni, entrambe rispettabilissime.

  1. Fine Fantozziana: andare dal capoufficio e mandarlo a fare in c…, dare un cazzotto al collega antipatico, strangolare la moglie (tanto deve morire lo stesso), e mettersi a mangiare tutta la giornata cibi grassi, fritti, salatissimi, ad altissimo contenuto di colesterolo e che fanno alzare la pressione a 280 senza prendere nessuna pillola.

  2. Fine Berlusconiana : prelevare tutti i propri risparmi , rubando anche quelli dei bambini nel salvadanaio, ed organizzare un festino no-stop nella casa di campagna invitando (..e pagando) 12 ragazze bunga- bunga e con l’aiuto della pillolina blu levarsi determinate soddisfazioni fino allo stremo delle forze, fino all’ultimo respiro, fino allo sfinimento della prostata.

Quindi vi consiglio di scegliere l’opzione che più vi aggrada e dedicare le prime ore della giornata ad organizzare la logistica e dopo un breve saluto con i congiunti mettersi al lavoro considerato che non sappiamo con certezza l’ora. Quindi restiamo salutati.

Ora l’unico problema che potrebbe sorgere è la possibilità che i Maya , in tempi remoti, non abbiano anche loro dominato la Sicilia ed assorbito qualche sana nostra abitudine come quella di dare gli appuntamenti con la formula estensiva “ ci vediamo verso le cinque..” che come sappiamo vuol dire che l’appuntamento non è alle cinque ma dalle cinque alle sei e che un’eventuale ulteriore slittamento alle sette configurerebbe un ritardo comunque tollerabile. Il problema per noi siculi è quando all’appuntamenti ci si presenta alle 8 , quindi con tre ore di ritardo, ma se l’amico ti dice :” minchia, tri uri pi truvari un posteggio!” tutto si aggiusta e finisce la questione con l’aperitivo pagato dal ritardatario.

Ora mettete che i Maya , nella loro permanenza in Sicilia, abbiano veramente integrato il loro bagaglio culturale con questa nostra tradizione e nella loro profezia avessero scritto che il mondo sarebbe finito “ verso il 2012” e calcolate il ritardo in proporzione. Secondo i miei calcoli dovremmo andare attorno all’anno 8048 e quindi avremmo ancora un bel po’ di tempo.

In questo caso i problemi saranno diversi, in quanto domani ci ritroveremo nelle seguenti condizioni:

-Licenziati, vedovi,con la pressione a 300 e il colesterolo a 600, senza un quattrino e con i figli che ti cercano per sputarti in faccia, la polizia che ti vuole arrestare per omicidio e induzione alla prostituzione minorile. Un bel casino.

A questo punto forse sarà meglio aspettare con cautela, senza esagerare. Prendersi un giorno di malattia, andare a pranzare in un agriturismo con moglie e figli e dedicarsi in serata all’amante inventandosi un impegno di lavoro e se alla’Asl sono proprio pignoli e mandano la visita fiscale proprio nel giorno della fine del mondo non abbiate paura: dopodomani potrete sempre dire che il campanello non funzionava.

Invece mi angoscia pensare che, verso il 3058, i nostri discendenti dovranno sorbirsi ancora Bruno Vespa a Maria de Filippi, ma tanto noi non ci saremo più. Addio.

Agorà, “Apocalypse now” ultima modifica: 2012-12-21T10:24:25+00:00 da Nino Plano