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«Una cantonera di petto»

Caro Giacomo,

non so se rivolgermi all’amico e collega di belle avventure o al “direttore” di Montelepreweb con cui collaboro, spero con merito, da diversi anni. Siccome sono all’antica, parlo all’amico con preghiera di riferire al direttore.

Ho sempre scritto e detto quello che penso in maniera libera senza nessun condizionamento. Comunicare è per me una passione ed un’esigenza. Lo facevo a scuola nei giornalini di classe, lo facevo negli anni di politica attiva, negli anni di sindacato ricoprendo l’incarico di addetto stampa della segreteria provinciale, negli anni di radio e di televisione, lo faccio su Internet collaborando con MontelepreWeb.

Riconosco che non sono mai stato censurato anche se, come sai, accetto sempre i buoni consigli e quando è stato necessario ho accettato anche la non pubblicazione di articoli senza nessuna polemica. Ma stavolta no.

Ho parlato ieri con la Presidente della Pro Loco, alla quale avevo attribuito la paternità della risposta al mio articolo. La stessa mi ha chiarito la sua posizione e mi ha informato che tra i fautori della replica c’era anche il direttore di MontelepreWeb che, apprendo ora, è pure iscritto alla Pro Loco e che ha quindi preso con gli altri autori la classica cantonera di petto con quel tentativo di risposta satirica mal riuscito. Perché non è facile usare le parole. A ciascuno il suo.

Perché la Pro Loco risponde a Nino Plano il quale nel suo articolo non ha mai parlato di Pro Loco?

Quando nello scritto si è parlato di organizzatori ci si riferisce al mondo della chiesa senza citarla onde evitare polemiche (sic!) pensando che la competenza sulla Processione spettasse alle gerarchie ecclesiastiche.

Perché si cita una raccolta di firme organizzata da persone molte distanti dal sottoscritto e dalle sue idee e di cui lo stesso non ha la benché minima stima né tantomeno condivide queste demagogiche iniziative, come se l’articolo fosse funzionale a questa petizione senza interpellare minimamente l’autore e sentire il suo pensiero?

Perché non dare il tempo ai lettori di leggere e condividere l’articolo e aspettare magari qualche giorno per replicare? É paradossale che le letture della replica siano di più di quelle dell’articolo! Significa che molti stanno leggendo la risposta (qui) ma non hanno letto la proposta (qui).

Sto commentando quest’anno la novità della Processione di domenica perché le altre edizioni non le avevo viste e quindi anche se è “dal lontano 2012” (!) che si fa così non lo potevo commentare prima (sbaglio o sono solo tre anni?).

Vorrei spiegare al direttore che per certe cose come la Processione il visitatore esige il rispetto della tradizione e se si vuole puntare, come velatamente suggerisce l’articolo che fortunatamente molti cittadini hanno capito perfettamente, ad un turismo di qualità bisogna puntare su iniziative uniche ed esclusive. E per me la Processione integrale, magari arricchita di qualche evento alla fine della stessa, rappresenta un’occasione imperdibile per Montelepre.

Non capisco quel Menefotto finale. Dove si vuole andare a parare? Che Nino Plano è uno che critica, che rompe le palle, anche tramite Arasimo e che voi “gente che lavora” non vi abbassate a queste povere e sterili polemiche e andate avanti?

“Totò, vatinni!! Chista è terra tinta!” , pronunciata da Alfredo a Totò in Nuovo Cinema Paradiso, è l’unica frase dell’immenso capolavoro di Tornatore che non mi è mai piaciuta. Amo troppo la mia terra e Montelepre in particolare per condividere questo invito alla fuga.

Ti prego di condividere questa lettera con i soci della Pro Loco.

Grazie

«Una cantonera di petto» ultima modifica: 2016-03-30T13:22:40+02:00 da Nino Plano